Fisioterapisti neolaureati. Lavoro piovuto dal cielo oppure soltanto un miraggio? Mito e realtà a confronto.
“Ah, sei fisioterapista?? Bhè allora sei fortunato!! Troverai subito lavoro!!”. Classica affermazione di chiunque incontriamo per strada e viene a sapere del nostro percorso di studi. Ma quanto c’è di vero, e quanto invece il lavoro “facile” diventa soltanto una mera illusione di noi neolaureati in Fisioterapia?? Cercherò in modo semplice ed oggettivo di raccogliere le mie impressioni su questo mese, trascorso alla ricerca del lavoro un pò in tutta Italia.
Partendo dal presupposto che non è che sia passato chissà quanto tempo dalla data della mia laurea, vale la pena prendere coscienza di quella che è la situazione di noi neolaureati e mettere in evidenza quelle che sono le difficoltà incontrate una volta scaraventati nel mondo del lavoro.
Innanzitutto ho preso la decisione di partire e consegnare personalmente i miei curriculum, ovviamente nei limiti del possibile, per il semplice motivo del mio rifiuto mentale di rientrare tra migliaia di curriculum inviati per email, e di ritrovarmi quindi, come una goccia dispersa nell’oceano. Destinazione scelta: Emilia Romagna, a spasso tra Bologna, Modena, Parma e dintorni.
Partiamo innanzitutto dall’analizzare il perché un neolaureato barese, o comunque sia del sud, tendenzialmente sceglie di cercare lavoro al nord, piuttosto che rimanere nella propria regione. Personalmente ho deciso di cercare lavoro direttamente al nord, scansando ogni possibilità di lavoro nelle vicinanze. Aldilà dei miei motivi personali, ritengo che la posizione di noi laureati qui al sud sia alquanto scomoda, come tutti i giovani d’altronde, veniamo considerati come un peso e non una risorsa. Questo è il male peggiore, il cancro del nostro paese. Detto questo prendiamone coscienza e discostiamoci da quest’onda di pensiero e lottiamo per essere il motore della nostra Italia. E ahymè, quando si viene considerati un peso, comincia a venir meno il rispetto, il dialogo e ogni forma di comunicazione. In definitiva la mia decisione di voler lavorare al nord piuttosto che al sud è la frequente mancanza di comunicazione tra le varie figure professionali, e quindi un quasi costante inesistente lavoro d’equipe, e soprattutto il rispetto che spesso viene a mancare trasformandoci da Fisioterapisti a tappabuchi, a seconda delle esigenze del titolare. Ritengo necessario sottolineare che per fortuna non tutte le strutture qui al sud vivono questa realtà, ci sono anche da noi dei team di lavoro di eccellenza e sarebbe incoerente generalizzare una condizione di disagio incondizionatamente a tutta la sanità del nostro territorio.
Dopo un’accurata e maniacale stesura del mio Curriculum Vitae, parto all’avventura, con la speranza che da esso possa trapelare la mia passione, la mia voglia di crescere e di lavorare, oltre alle competenze acquisite finora. Ottimista come sempre, consegno nel territorio emiliano circa venticinque curriculum, girando in lungo e in largo città e paesi, informandomi anche sul posto, interrogando la gente, quale sia la struttura del territorio più valida in campo riabilitativo (direi un aiuto più che utile quello della gente, vale mille volte più di qualsiasi recensione trovata su internet). La conclusione? – “Abbiamo personale da ormai tanti anni, siamo a posto, ma se dovessimo necessitare la terremo in considerazione!” – “Va bene, se dovessimo aver bisogno la contatteremo, proprio ora abbiamo assunto una persona in sostituzione per una gravidanza.” – “Guardi, per ora siamo a posto, ma probabilmente a settembre…” – “Ma lei ha fatto corsi di metodi riabilitativi?…” – “Ah no, ma deve consegnarci un curriculum con la foto se no non va bene…” (da quando un fisioterapista viene scelto anche per la sua estetica??) – e così via. Ovviamente io sapevo già cosa aspettarmi da questa “semina”, visto e considerato che ho portato curriculum a strutture che non richiedevano personale e in un periodo, quello pre-estivo, in cui le assunzioni si sa che sono perlopiù ristrette.
Devo dire però, che questo tour de force mi ha portato a capire cosa andava migliorato nel mio curriculum, quello che le strutture maggiormente richiedono, cosa che mai nessuno avrebbe potuto farmi capire, come ad esempio l’interesse per tutte le strutture quando raccontavo loro di voler iniziare un percorso formativo in Osteopatia, tutte costantemente mi dicevano “Ah, si? Bene, c’è scritto nel suo Curriculum?”.
Una volta comprese le carenze del mio CV, l’ho rielaborato e ho provveduto ad inviarlo a ben 20 strutture torinesi, oltre che a tutti gli annunci di lavoro su internet.
Traiamo delle conclusioni definitive da questa vicenda. È passato circa un mese e mezzo dalla mia laurea, e non una struttura mi ha chiamato per un colloquio, forse un 109 è troppo basso come voto, forse c’è stata un po’ di sfortuna nell’andare nelle strutture sbagliate…Guardando alla realtà, posso dire 1 su 10 dei colleghi che si sono laureati assieme a me hanno trovato lavoro subito, gli altri sono sparsi in strutture della zona a fare “stage”, ovvero una sorta di tirocinio, ovviamente non pagato. Ci vengono richieste competenze che l’Università avrebbe dovuto darci, e che invece dobbiamo pagarci a fior di quattrini (e che ovviamente non possiamo permetterci di avere a distanza di un mese dalla laurea), e cosa ci rimane?? Per quel che mi riguarda non cambia la mia voglia di fare, di crescere, di trovare qualcuno che creda in me e possa investire in quella che è la mia passione, nonostante la nostra poca esperienza, le nostre competenze ristrette e i nostri pochi corsi. Nel frattempo non resta anche a me altra scelta che continuare a far crescere le mie competenze e approfondire le mie conoscenze, in attesa e nella speranza di poter iniziare presto a lavorare con un team d’eccellenza in ambito riabilitativo, seguendo sempre con tenacia quella che è la nostra passione e il nostro lavoro: quello di far star bene gente che soffre.
P.S. AAA cerco lavoro come Fisioterapista, possibilità di trasferimento e disponibilità immediata. 🙂

