Importanza della spinta linguale sullo Spot Palatino, evidenze scientifiche e sperimentazione con esame stabilometrico
La lingua rappresenta l’organo più importante di tutto l’apparato stomatognatico. La sua funzionalità implica non solo il corretto processo deglutitorio ma anche un adeguato sviluppo del massiccio facciale in toto, un atteggiamento posturale equilibrato e l’assenza di sintomatologia a carico di organi ad essa funzionalmente connessi, siano essi anatomicamente vicini o lontani. Ciò vuol dire che la posizione della lingua è in grado di influenzare l’atteggiamento di organi e apparati distanti da essa come il rachide e perfino l’appoggio plantare.
Sia a riposo che nella deglutizione fisiologica, la lingua poggia su un punto preciso del palato: le rughette palatine, punto che chiameremo Spot palatino. Perchè la spinta linguale in quel punto del palato è tutt’altro che casuale?
Nello specifico, dalle ricerche effettuate alla Hamburg University dai professori Halata e Baumann, in Istituto di Anatomia Funzionale, si è visto che nel punto dello spot palatino sono presenti una quantità elevatissima di ben 5 tipi diversi di esterocettori, presenti anche a livello della pianta del piede. Quale ruolo possono avere questi recettori in quel punto del palato, se non quello di comunicare al SNC informazioni posturali affinchè esso si possa adattare?
Se poi pensiamo che la lingua spinge con una forza di 1 Kg per pollice quadrato, quindi con la deglutizione arriva ad esercitare una forza di 1500-2000 Kg al giorno in qualche punto del palato, ben comprendiamo che ruolo può avere sulla disposizione delle ossa craniche, dei denti e su tutta la catena muscolare anteriore.
Per dare delle evidenze scientifiche al ruolo che lo spot linguale assume nella dinamica posturale, abbiamo deciso di fare uno studio sperimentale stabilometrico presso l’U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione del Policlinico di Bari, con la collaborazione del Prof. M. Ranieri.
La stabilometria statica ha per fine la valutazione delle capacità di controllo posturale di un soggetto immobile, in stazione eretta, attraverso la quantificazione delle oscillazioni posturali e del contributo relativo apportato dalle varie componenti del sistema posturale (visiva, propriocettiva di diversa origine, labirintica, ecc.).
L’ausilio della pedana stabilometrica è necessario per qualificare le oscillazioni posturali del paziente, in ortostasi mentre è fermo, e analizzare le strategie utilizzate per mantenere tale posizione qualificando il contributo delle varie componenti del sistema tonico-posturale. Lo strumento si compone di un piano liscio, duro, su cui il paziente si posiziona con i piedi disposti con un angolo di 30°. Il piano è collegato a tre sensori disposti a formare un triangolo equilatero che rilevano la posizione della proiezione al suolo del baricentro. Le informazioni verranno inviate ad un elaboratore che la rappresenta sul monitor, e la monitorizza nell’arco del tempo in cui viene condotto l’esame. La rappresentazione della variazione che subisce la posizione della proiezione al suolo del baricentro del corpo forma il cosiddetto gomitolo posturale che andrà a delineare un ellisse
rappresentativa dei micromovimenti oscillatori del paziente durante l’esecuzione dell’esame. La valutazione stabilometrica viene fatta prima ad occhi aperti e poi ad occhi chiusi, per un tempo convenzionalmente fissato a 51,2 secondi per ogni prova.
Bisogna sottolineare che la postura di un soggetto è una caratteristica individuale che non si può rapportare ad altri soggetti o gruppi di soggetti, perché ogni individuo ha una sua normalità rappresentata dall’integrazione delle componenti del sistema tonico- posturale e dall’attuazione delle reazioni di riequilibrio. Nella stabilometria non si possono avere quindi valori standard di normalità determinati rispetto ad un numero di soggetti ritenuti sani come si fa, più o meno correttamente, per altri parametri della medicina. Si ritiene, comunque, che una superficie accettabile dell’ellisse debba essere non superiore a 200 mm2 nel soggetto adulto; si può tuttavia utilizzare clinicamente questo valore solo come un’indicazione di massima. Il valore soglia di riferimento per la lunghezza del gomitolo è invece convenzionato a 700 mm, mentre per la velocità media di oscillazione è pari a 7mm/sec (la normalità è quindi al di sotto di questi valori).
Negli esami svolti i valori che andremo a confrontare e analizzare sono: superficie dell’ellisse, lunghezza del gomitolo, velocità media e indice di Romberg. L’indice di Romberg non è altro che il rapporto della superficie dell’ellisse nella stabilometria effettuata ad occhi chiusi e quella effettuata ad occhi aperti, moltiplicato per cento. I valori ritenuti di normalità sono 110-250 e indicano un controllo dell’equilibrio fisiologico, bisogna però fare molto attenzione ad elementi di distrazione che possono alterare l’andamento della prova, rendendola poco attendibile; l’esa
me quindi andrà effettuato in una stanza con il minor numero possibile di distrazioni, che potrebbero alterare l’attenzione del paziente.
Per la sperimentazione abbiamo scelto la paziente P.D., 37 aa, di sesso femminile, con postura linguale bassa e spinta sulle arcate dentarie inferiori.
STABILOMETRIA FISIOLOGICA

Nella stabilometria fisiologica pre-trattamento si denota una marcata instabilità ad occhi aperti, con una superficie dell’ellisse pari a 306,94 mm2, e una stabilità che rientra nella norma ad occhi chiusi. La lunghezza del gomitolo e la velocità media di oscillazione sono invece nella norma. Alterato invece risulta l’indice di Romberg, che mette in evidenza la grossa differenza tra il mantenimento dell’equilibrio ad occhi aperti e quello ad occhi chiusi. Presumibilmente l’alterazione della superficie ellissoide potrebbe essere causata da un deficit visivo, ma non è il caso della nostra paziente viste le successive modificazioni ottenute portando semplicemente dei cambiamenti all’apparato stomatognatico. Escludiamo altresì l’alterazione dell’esame dovuta a distrazioni esterne, sia per l’accurata attenzione posta durante l’esame, che ai successivi dati che ci confermano una alterazione del controllo posturale ad occhi aperti.
STABILOMETRIA CON SPINTA LINGUALE SULLO SPOT

Abbiamo effettuato una stabilometria prima di effettuare qualsiasi modificazione strutturale e fasciale essenzialmente per mettere in modo chiaro ed univoco l’importanza che la spinta linguale corretta ha nel controllo della postura e quanto è importante lo spot palatino nella gestione degli equilibri posturali. Abbiamo infatti riscontrato un “miracoloso” capovolgimento dell’esame stabilometrico precedente con una superficie dell’ellisse svolgendo l’esame ad occhi aperti che passa da un valore di 306,94 mm2 ad un valore di 9,20 mm2. Si riducono anche i valori della superficie dell’ellisse ad occhi chiusi, migliora la lunghezza del gomitolo, la velocità media e anche l’indice di Romberg rientra nei valori di normalità, passando da un valore di 14 ad un valore di 162,5.
È stupefacente osservare quanto la semplice spinta linguale sullo spot palatino possa cambiare così radicalmente l’assetto posturale e la gestione degli equilibri. Questo è un chiaro indirizzo a svolgere il nostro trattamento riabilitativo in questa direzione, lavorando sull’appoggio linguale e sulla deglutizione, perché seppure i fattori che intervengono nel controllo della postura sono molteplici, è fin troppo chiaro il messaggio della centralità della lingua in questo contesto. Reputo fondamentale a tal proposito la collaborazione del fisioterapista con il logopedista e con gli altri professionisti della riabilitazione, oltre che con la figura dell’odontoiatra che ha un ruolo comunque di centralità nell’analisi delle problematiche dell’apparato stomatognatico. Questo studio sperimentale ci conferma gli studi riguardanti lo spot palatino svolti dal Prof. Garliner, e l’appoggio linguale che è tutt’altro che casuale, ma in un punto ben preciso del palato dalla miracolosa funzione equilibratrice.

